<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>La Rassegna Stampa di Rosa</title>
	<atom:link href="http://rosacortesi.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://rosacortesi.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 02:40:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='rosacortesi.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>La Rassegna Stampa di Rosa</title>
		<link>http://rosacortesi.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://rosacortesi.com/osd.xml" title="La Rassegna Stampa di Rosa" />
	<atom:link rel='hub' href='http://rosacortesi.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Testo integrale con le risposte di Papa Francesco durante la Veglia di Pentecoste dedicata ai Movimenti</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/19/testo-integrale-con-le-risposte-di-papa-francesco-durante-la-veglia-di-pentecoste-dedicata-ai-movimenti/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/19/testo-integrale-con-le-risposte-di-papa-francesco-durante-la-veglia-di-pentecoste-dedicata-ai-movimenti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 17:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[PAPA FRANCESCO]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste]]></category>
		<category><![CDATA[risposte di Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[VEGLIA DI PENTECOSTE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8576</guid>
		<description><![CDATA[Quando abbiamo troppa fiducia in noi stessi é allora che siamo piú fragili&#8230;.. Avere il coraggio della fede senza essere cristiani inamidati, costruire una cultura dell’incontro, aiutare il prossimo soprattutto le famiglie, il cui destino è più importante dei bilanci... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/19/testo-integrale-con-le-risposte-di-papa-francesco-durante-la-veglia-di-pentecoste-dedicata-ai-movimenti/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8576&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando abbiamo troppa fiducia in noi stessi é allora che siamo piú fragili&#8230;..</strong><img src="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/papasanpietror.jpg?w=700" alt="PAPA: BASTA TRATTA PERSONE, MAGGIORE SCHIAVITU&#039; 21/O SECOLO"   class="alignleft size-full wp-image-8582" /></p>
<p>Avere il coraggio della fede senza essere cristiani inamidati, costruire una cultura dell’incontro, aiutare il prossimo soprattutto le famiglie, il cui destino è più importante dei bilanci delle banche. Questo in sintesi quanto espresso da Papa Francesco nel discorso rivolto ieri sera alle circa 200 mila persone che hanno gremito Piazza San Pietro per partecipare alla Veglia di Pentecoste dedicata ai Movimenti, le nuove Comunità, le Associazioni e le Aggregazioni laicali. Questo il testo integrale con le risposte a braccio del Papa a 4 domande:</p>
<p>Domanda 1</p>
<p>“La verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”. Santo Padre, queste Sue parole ci hanno profondamente colpito: esse esprimono in maniera diretta e radicale l’esperienza che ciascuno di noi desidera vivere soprattutto nell’Anno della fede e in questo pellegrinaggio che stasera ci ha portato qui. Siamo davanti a Lei per rinnovare la nostra fede, per confermarla, per rafforzarla. Sappiamo che la fede non può essere una volta per tutte. Come diceva Benedetto XVI nella Porta fidei: “la fede non è un presupposto ovvio”. Questa affermazione non riguarda soltanto il mondo, gli altri, la tradizione da cui veniamo: questa affermazione riguarda innanzitutto ciascuno di noi. Troppe volte ci rendiamo conto di come la fede sia un germoglio di novità, un inizio di cambiamento, ma stenti poi a investire la totalità della vita. Non diventa l’origine di tutto il nostro conoscere e agire.</p>
<p>Santità, come Lei ha potuto raggiungere nella Sua vita la certezza sulla fede?</p>
<p>E quale strada ci indica perché ciascuno di noi possa vincere la fragilità della fede?</p>
<p>Domanda 2</p>
<p>Padre Santo, la mia è una esperienza di vita quotidiana come tante. Cerco di vivere la fede nell’ambiente di lavoro a contatto con gli altri come testimonianza sincera del bene ricevuto nell’incontro con il Signore. Sono, siamo “pensieri di Dio”, investiti da un Amore misterioso che ci ha dato la vita. Insegno in una scuola e questa coscienza mi dà il motivo per appassionarmi ai miei ragazzi e anche ai colleghi. Verifico spesso che molti cercano la felicità in tanti itinerari individuali in cui la vita e le sue grandi domande spesso si riducono al materialismo di chi vuole avere tutto e resta perennemente insoddisfatto o al nichilismo per cui nulla ha senso. Mi chiedo come la proposta della fede, che è quella di un incontro personale, di una comunità, di un popolo, possa raggiungere il cuore dell’uomo e della donna del nostro tempo. Siamo fatti per l’infinito -“giocate la vita per cose grandi!” ha detto Lei recentemente -, eppure tutto attorno a noi e ai nostri giovani sembra dire che bisogna accontentarsi di risposte mediocri, immediate e che l’uomo deve adattarsi al finito senza cercare altro. A volte siamo intimiditi, come i discepoli alla vigilia della Pentecoste.</p>
<p>La Chiesa ci invita alla Nuova Evangelizzazione. Penso che tutti noi qui presenti sentiamo fortemente questa sfida, che è al cuore delle nostre esperienze. Per questo vorrei chiedere a Lei, Padre Santo, di aiutare me e tutti noi a capire come vivere questa sfida nel nostro tempo. Quale è per Lei la cosa più importante cui tutti noi movimenti, associazioni e comunità dobbiamo guardare per attuare il compito cui siamo chiamati? Come possiamo comunicare in modo efficace la fede oggi?</p>
<p>Domanda 3</p>
<p>Padre Santo, ho ascoltato con emozione le parole che ha detto all’udienza con i giornalisti dopo la Sua elezione: “Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri”. Molti di noi sono impegnati in opere di carità e giustizia: siamo parte attiva di quella radicata presenza della Chiesa lì dove l’uomo soffre. Sono una impiegata, ho la mia famiglia e, come posso, mi impegno personalmente nella vicinanza e nell’aiuto ai poveri. Ma non per questo mi sento a posto. Vorrei poter dire con Madre Teresa: tutto è per Cristo. Il grande aiuto a vivere questa esperienza sono i fratelli e le sorelle della mia comunità che si impegnano per lo stesso scopo. E in questo impegno siamo sostenuti dalla fede e dalla preghiera. Il bisogno è grande. Ce lo ha ricordato Lei: “Quanti poveri ci sono ancora nel mondo e quanta sofferenza incontrano queste persone&#8221;. E la crisi ha aggravato tutto. Penso alla povertà che affligge tanti Paesi e che si è affacciata anche nel mondo del benessere, alla mancanza di lavoro, ai movimenti migratori di massa, alle nuove schiavitù, all’abbandono e alla solitudine di tante famiglie, di tanti anziani e di tante persone che non hanno casa o lavoro.</p>
<p>Vorrei chiederle, Padre Santo: come io e tutti noi possiamo vivere una Chiesa povera e per i poveri? In che modo l&#8217;uomo sofferente è una domanda per la nostra fede? Noi tutti, come movimenti e associazioni laicali, quale contributo concreto ed efficace possiamo dare alla Chiesa e alla società per affrontare questa grave crisi che tocca l’etica pubblica, il modello di sviluppo, la politica, insomma un nuovo modo di essere uomini e donne?</p>
<p>Domanda 4</p>
<p>Camminare, costruire, confessare. Questo Suo “programma” per una Chiesa-movimento, così almeno l’ho inteso sentendo una Sua omelia all’inizio del Pontificato, ci ha confortati e spronati. Confortati, perché ci siamo ritrovati in una unità profonda con gli amici della comunità cristiana e con tutta la Chiesa universale. Spronati, perché in un certo senso Lei ci ha costretto a togliere la polvere del tempo e della superficialità dalla nostra adesione a Cristo. Ma devo dire che non riesco a superare il senso di turbamento che una di queste parole mi provoca: confessare. Confessare, cioè testimoniare la fede. Pensiamo ai tanti nostri fratelli che soffrono a causa di essa, come abbiamo sentito anche poco fa. A chi la domenica mattina deve decidere se andare a Messa perché sa che andando a Messa rischia la vita. A chi si sente accerchiato e discriminato per la fede cristiana in tante, troppe parti del nostro mondo.</p>
<p>Davanti a queste situazioni ci pare che il mio confessare, la nostra testimonianza sia timida e impacciata. Vorremmo fare di più, ma cosa? E come aiutare questi nostri fratelli? Come alleviare la loro sofferenza non potendo fare nulla, o ben poco, per cambiare il loro contesto politico e sociale?</p>
<p>Risposte del Santo Padre Francesco</p>
<p>Buonasera a tutti!</p>
<p>Sono contento di incontrarvi e che tutti noi ci incontriamo in questa piazza per pregare, per essere uniti e per aspettare il dono dello Spirito. Io conoscevo le vostre domande e ci ho pensato – questo, quindi, non è senza conoscenza! Primo, la verità! Le ho qui, scritte.</p>
<p>La prima &#8211; “come lei ha potuto raggiungere nella sua vita la certezza sulla fede; e quale strada ci indica perché ciascuno di noi possa vincere la fragilità della fede?” &#8211; è una domanda storica, perché riguarda la mia storia, la storia della mia vita!</p>
<p>Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia in cui la fede si viveva in modo semplice e concreto; ma è stata soprattutto mia nonna, la mamma di mio padre, che ha segnato il mio cammino di fede. Era una donna che ci spiegava, ci parlava di Gesù, ci insegnava il Catechismo. Ricordo sempre che il Venerdì Santo ci portava, la sera, alla processione delle candele, e alla fine di questa processione arrivava il “Cristo giacente”, e la nonna ci faceva – a noi bambini – inginocchiare e ci diceva: “Guardate, è morto, ma domani risuscita”. Ho ricevuto il primo annuncio cristiano proprio da questa donna, da mia nonna! E’ bellissimo, questo! Il primo annuncio in casa, con la famiglia! E questo mi fa pensare all’amore di tante mamme e di tante nonne nella trasmissione della fede. Sono loro che trasmettono la fede. Questo avveniva anche nei primi tempi, perché san Paolo diceva a Timoteo: “Io ricordo la fede della tua mamma e della tua nonna” (cfr 2Tm 1,5). Tutte le mamme che sono qui, tutte le nonne, pensate a questo! Trasmettere la fede. Perché Dio ci mette accanto delle persone che aiutano il nostro cammino di fede. Noi non troviamo la fede nell’astratto; no! E’ sempre una persona che predica, che ci dice chi è Gesù, che ci trasmette la fede, ci dà il primo annuncio. E così è stata la prima esperienza di fede che ho avuto.</p>
<p>Ma c’è un giorno per me molto importante: il 21 settembre del ‘53. Avevo quasi 17 anni. Era il “Giorno dello studente”, per noi il giorno della Primavera – da voi è il giorno dell’Autunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo,e ho sentito la necessità di confessarmi. Questa è stata per me un’esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perché fosse quel prete là, che non conoscevo, perché avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verità è che qualcuno m’aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote. Questa esperienza nella fede è importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui è prima! Noi, in spagnolo, abbiamo una parola che spiega bene questo: “Il Signore sempre ci primerea”, è primo, ci sta aspettando! E questa è proprio una grazia grande: trovare uno che ti sta aspettando. Tu vai peccatore, ma Lui ti sta aspettando per perdonarti. Questa è l’esperienza che i Profeti di Israele descrivevano dicendo che il Signore è come il fiore di mandorlo, il primo fiore della Primavera (cfr Ger 1,11-12). Prima che vengano gli altri fiori, c’è lui: lui che aspetta. Il Signore ci aspetta. E quando noi Lo cerchiamo, troviamo questa realtà: che è Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e così va crescendo la fede! Con l’incontro con una persona, con l’incontro con il Signore. Qualcuno dirà: “No, io preferisco studiare la fede nei libri!”. E’ importante studiarla, ma, guarda, questo solo non basta! L’importante è l’incontro con Gesù, l’incontro con Lui, e questo ti dà la fede, perché è proprio Lui che te la dà! Anche voi parlavate della fragilità della fede, come si fa per vincerla. Il nemico più grande che ha la fragilità &#8211; è curioso, eh? &#8211; è la paura. Ma non abbiate paura! Siamo fragili, e lo sappiamo. Ma Lui è più forte! Se tu vai con Lui, non c’è problema! Un bambino è fragilissimo &#8211; ne ho visti tanti, oggi -, ma era con il papà, con la mamma: è al sicuro! Con il Signore siamo sicuri. La fede cresce con il Signore, proprio dalla mano del Signore; questo ci fa crescere e ci rende forti. Ma se noi pensiamo di poterci arrangiare da soli… Pensiamo che cosa è successo a Pietro: “Signore, io mai ti rinnegherò!” (cfr Mt 26,33-35); e poi ha cantato il gallo e l’aveva rinnegato per tre volte! (cfr vv. 69-75). Pensiamo: quando noi abbiamo troppa fiducia in noi stessi, siamo più fragili, più fragili. Sempre con il Signore! E dire con il Signore significa dire con l’Eucaristia, con la Bibbia, con la preghiera… ma anche in famiglia, anche con la mamma, anche con lei, perché lei è quella che ci porta al Signore; è la madre, è quella che sa tutto. Quindi pregare anche la Madonna e chiederle che, come mamma, mi faccia forte. Questo è quello che io penso sulla fragilità, almeno è la mia esperienza. Una cosa che mi rende forte tutti i giorni è pregare il Rosario alla Madonna. Io sento una forza tanto grande perché vado da lei e mi sento forte.</p>
<p>Passiamo alla seconda domanda.</p>
<p>“Penso che tutti noi qui presenti sentiamo fortemente la sfida, la sfida della evangelizzazione, che è al cuore delle nostre esperienze. Per questo vorrei chiedere a Lei, Padre Santo, di aiutare me e tutti noi a capire come vivere questa sfida nel nostro tempo, qual è per lei la cosa più importante cui tutti noi movimenti, associazioni e comunità dobbiamo guardare per attuare il compito cui siamo chiamati. Come possiamo comunicare in modo efficace la fede di oggi?”.</p>
<p>Dirò soltanto tre parole.</p>
<p>La prima: Gesù. Chi è la cosa più importante? Gesù. Se noi andiamo avanti con l’organizzazione, con altre cose, con belle cose, ma senza Gesù, non andiamo avanti, la cosa non va. Gesù è più importante. Adesso, vorrei fare un piccolo rimprovero, ma fraternamente, tra noi. Tutti voi avete gridato nella piazza “Francesco, Francesco, Papa Francesco”. Ma, Gesù dov’era? Io avrei voluto che voi gridaste: “Gesù, Gesù è il Signore, ed è proprio in mezzo a noi!”. Da qui in avanti, niente “Francesco”, ma “Gesù”!</p>
<p>La seconda parola è: la preghiera. Guardare il volto di Dio, ma soprattutto – e questo è collegato con quello che ho detto prima – sentirsi guardati. Il Signore ci guarda: ci guarda prima. La mia esperienza è ciò che sperimento davanti al sagrario [Tabernacolo] quando vado a pregare, la sera, davanti al Signore. Alcune volte mi addormento un pochettino; questo è vero, perché un po’ la stanchezza della giornata ti fa addormentare. Ma Lui mi capisce. E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda. Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare… No! Làsciati guardare dal Signore. Quando Lui ci guarda, ci dà forza e ci aiuta a testimoniarlo &#8211; perché la domanda era sulla testimonianza della fede, no? Primo “Gesù”, poi “preghiera” &#8211; sentiamo che Dio ci sta tenendo per mano. Sottolineo allora l’importanza di questo: lasciarsi guidare da Lui. Questo è più importante di qualsiasi calcolo. Siamo veri evangelizzatori lasciandoci guidare da Lui. Pensiamo a Pietro; forse stava facendo la siesta, dopo pranzo, e ha avuto una visione, la visione della tovaglia con tutti gli animali, e ha sentito che Gesù gli diceva qualcosa, ma lui non capiva. In quel momento, sono venuti alcuni non-ebrei a chiamarlo per andare in una casa, e ha visto come lo Spirito Santo era laggiù. Pietro si è lasciato guidare da Gesù per giungere a quella prima evangelizzazione ai gentili, che non erano ebrei: una cosa inimmaginabile in quel tempo (cfr At 10,9-33). E così, tutta la storia, tutta la storia! Lasciarsi guidare da Gesù. E’ proprio il leader; il nostro leader è Gesù.</p>
<p>E terza: la testimonianza. Gesù, preghiera – la preghiera, quel lasciarsi guidare da Lui – e poi testimonianza. Ma vorrei aggiungere qualcosa. Questo lasciarsi guidare da Gesù ti porta alle sorprese di Gesù. Si può pensare che l’evangelizzazione dobbiamo programmarla a tavolino, pensando alle strategie, facendo dei piani. Ma questi sono strumenti, piccoli strumenti. L’importante è Gesù e lasciarsi guidare da Lui. Poi possiamo fare le strategie, ma questo è secondario.</p>
<p>Infine, la testimonianza: la comunicazione della fede si può fare soltanto con la testimonianza, e questo è l’amore. Non con le nostre idee, ma con il Vangelo vissuto nella propria esistenza e che lo Spirito Santo fa vivere dentro di noi. E’ come una sinergia fra noi e lo Spirito Santo, e questo conduce alla testimonianza. La Chiesa la portano avanti i Santi, che sono proprio coloro che danno questa testimonianza. Come ha detto Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI, il mondo di oggi ha tanto bisogno di testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita, proprio la coerenza di vita! Una coerenza di vita che è vivere il cristianesimo come un incontro con Gesù che mi porta agli altri e non come un fatto sociale. Socialmente siamo così, siamo cristiani, chiusi in noi. No, questo no! La testimonianza!</p>
<p>La terza domanda: “Vorrei chiederle, Padre Santo, come io e tutti noi possiamo vivere una Chiesa povera e per i poveri. In che modo l’uomo sofferente è una domanda per la nostra fede? Noi tutti, come movimenti, associazioni laicali, quale contributo concreto ed efficace possiamo dare alla Chiesa e alla società per affrontare questa grave crisi che tocca l’etica pubblica” – questo è importante! – “il modello di sviluppo, la politica, insomma un nuovo modo di essere uomini e donne?”.</p>
<p>Riprendo dalla testimonianza. Prima di tutto, vivere il Vangelo è il principale contributo che possiamo dare. La Chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata: non è questo. Noi non siamo una ONG, e quando la Chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, è soltanto una vuota organizzazione. E in questo siate furbi, perché il diavolo ci inganna, perché c’è il pericolo dell’efficientismo. Una cosa è predicare Gesù, un’altra cosa è l’efficacia, essere efficienti. No, quello è un altro valore. Il valore della Chiesa, fondamentalmente, è vivere il Vangelo e dare testimonianza della nostra fede. La Chiesa è sale della terra, è luce del mondo, è chiamata a rendere presente nella società il lievito del Regno di Dio e lo fa prima di tutto con la sua testimonianza, la testimonianza dell’amore fraterno, della solidarietà, della condivisione. Quando si sentono alcuni dire che la solidarietà non è un valore, ma è un “atteggiamento primario” che deve sparire… questo non va! Si sta pensando ad un’efficacia soltanto mondana. I momenti di crisi, come quelli che stiamo vivendo – ma tu hai detto prima che “siamo in un mondo di menzogne” –, questo momento di crisi, stiamo attenti, non consiste in una crisi soltanto economica; non è una crisi culturale. E’ una crisi dell’uomo: ciò che è in crisi è l’uomo! E ciò che può essere distrutto è l’uomo! Ma l’uomo è immagine di Dio! Per questo è una crisi profonda! In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci soltanto di noi stessi, chiuderci nella solitudine, nello scoraggiamento, nel senso di impotenza di fronte ai problemi. Non chiudersi, per favore! Questo è un pericolo: ci chiudiamo nella parrocchia, con gli amici, nel movimento, con coloro con i quali pensiamo le stesse cose… ma sapete che cosa succede? Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno; quando tu vai, c’è odore di umidità, ci sono tante cose che non vanno. Una Chiesa chiusa è la stessa cosa: è una Chiesa ammalata. La Chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. Gesù ci dice: “Andate per tutto il mondo! Andate! Predicate! Date testimonianza del Vangelo!” (cfr Mc 16,15). Ma che cosa succede se uno esce da se stesso? Può succedere quello che può capitare a tutti quelli che escono di casa e vanno per la strada: un incidente. Ma io vi dico: preferisco mille volte una Chiesa incidentata, incorsa in un incidente, che una Chiesa ammalata per chiusura! Uscite fuori, uscite!  Pensate anche a quello che dice l’Apocalisse. Dice una cosa bella: che Gesù è alla porta e chiama, chiama per entrare nel nostro cuore (cfr Ap 3,20). Questo è il senso dell’Apocalisse. Ma fatevi questa domanda: quante volte Gesù è dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire, per le nostre sicurezze, perché tante volte siamo chiusi in strutture caduche, che servono soltanto per farci schiavi, e non liberi figli di Dio? In questa “uscita” è importante andare all’incontro; questa parola per me è molto importante: l’incontro con gli altri. Perché? Perché la fede è un incontro con Gesù, e noi dobbiamo fare la stessa cosa che fa Gesù: incontrare gli altri. Noi viviamo una cultura dello scontro, una cultura della frammentazione, una cultura in cui quello che non mi serve lo getto via, la cultura dello scarto. Ma su questo punto, vi invito a pensare – ed è parte della crisi – agli anziani, che sono la saggezza di un popolo, ai bambini… la cultura dello scarto! Ma noi dobbiamo andare all’incontro e dobbiamo creare con la nostra fede una “cultura dell’incontro”, una cultura dell’amicizia, una cultura dove troviamo fratelli, dove possiamo parlare anche con quelli che non la pensano come noi, anche con quelli che hanno un’altra fede, che non hanno la stessa fede. Tutti hanno qualcosa in comune con noi: sono immagini di Dio, sono figli di Dio. Andare all’incontro con tutti, senza negoziare la nostra appartenenza. E un altro punto è importante: con i poveri. Se usciamo da noi stessi, troviamo la povertà. Oggi – questo fa male al cuore dirlo – oggi, trovare un barbone morto di freddo non è notizia. Oggi è notizia, forse, uno scandalo. Uno scandalo: ah, quello è notizia! Oggi, pensare che tanti bambini non hanno da mangiare non è notizia. Questo è grave, questo è grave! Noi non possiamo restare tranquilli! Mah… le cose sono così. Noi non possiamo diventare cristiani inamidati, quei cristiani troppo educati, che parlano di cose teologiche mentre prendono il tè, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo, quelli che sono la carne di Cristo! Quando io vado a confessare &#8211; ancora non posso, perché per uscire a confessare… di qui non si può uscire, ma questo è un altro problema &#8211; quando io andavo a confessare nella diocesi precedente, venivano alcuni e sempre facevo questa domanda: “Ma, lei dà l’elemosina?” – “Sì, padre!”. “Ah, bene, bene”. E gliene facevo due in più: “Mi dica, quando lei dà l’elemosina, guarda negli occhi quello o quella a cui dà l’elemosina?” – “Ah, non so, non me ne sono accorto”. Seconda domanda: “E quando lei dà l’elemosina, tocca la mano di quello al quale dà l’elemosina, o gli getta la moneta?”. Questo è il problema: la carne di Cristo, toccare la carne di Cristo, prendere su di noi questo dolore per i poveri. La povertà, per noi cristiani, non è una categoria sociologica o filosofica o culturale: no, è una categoria teologale. Direi, forse la prima categoria, perché quel Dio, il Figlio di Dio, si è abbassato, si è fatto povero per camminare con noi sulla strada. E questa è la nostra povertà: la povertà della carne di Cristo, la povertà che ci ha portato il Figlio di Dio con la sua Incarnazione. Una Chiesa povera per i poveri incomincia con l’andare verso la carne di Cristo. Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povertà, la povertà del Signore. E questo non è facile. Ma c’è un problema che non fa bene ai cristiani: lo spirito del mondo, lo spirito mondano, la mondanità spirituale. Questo ci porta ad una sufficienza, a vivere lo spirito del mondo e non quello di Gesù. La domanda che facevate voi: come si deve vivere per affrontare questa crisi che tocca l’etica pubblica, il modello di sviluppo, la politica. Siccome questa è una crisi dell’uomo, una crisi che distrugge l’uomo, è una crisi che spoglia l’uomo dell’etica. Nella vita pubblica, nella politica, se non c’è l’etica, un’etica di riferimento, tutto è possibile e tutto si può fare. E noi vediamo, quando leggiamo i giornali, come la mancanza di etica nella vita pubblica faccia tanto male all’umanità intera.</p>
<p>Vorrei raccontarvi una storia. L’ho fatto già due volte questa settimana, ma lo farò una terza volta con voi. E’ la storia che racconta un midrash biblico di un Rabbino del secolo XII. Lui narra la storia della costruzione della Torre di Babele e dice che, per costruire la Torre di Babele, era necessario fare i mattoni. Che cosa significa questo? Andare, impastare il fango, portare la paglia, fare tutto… poi, al forno. E quando il mattone era fatto doveva essere portato su, per la costruzione della Torre di Babele. Un mattone era un tesoro, per tutto il lavoro che ci voleva per farlo. Quando cadeva un mattone, era una tragedia nazionale e l’operaio colpevole era punito; era tanto prezioso un mattone che se cadeva era un dramma. Ma se cadeva un operaio, non succedeva niente, era un’altra cosa. Questo succede oggi: se gli investimenti nelle banche calano un po’… tragedia… come si fa? Ma se muoiono di fame le persone, se non hanno da mangiare, se non hanno salute, non fa niente! Questa è la nostra crisi di oggi! E la testimonianza di una Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalità.</p>
<p>La quarta domanda: “Davanti a queste situazioni, mi pare che il mio confessare, la mia testimonianza sia timida e impacciata. Vorrei fare di più, ma cosa? E come aiutare questi nostri fratelli, come alleviare la loro sofferenza non potendo fare nulla o ben poco per cambiare il loro contesto politico-sociale?”.</p>
<p>Per annunciare il Vangelo sono necessarie due virtù: il coraggio e la pazienza. Loro [i cristiani che soffrono] sono nella Chiesa della pazienza. Loro soffrono e ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa; più martiri! Fratelli e sorelle nostri. Soffrono! Loro portano la fede fino al martirio. Ma il martirio non è mai una sconfitta; il martirio è il grado più alto della testimonianza che noi dobbiamo dare. Noi siamo in cammino verso il martirio, dei piccoli martìri: rinunciare a questo, fare questo… ma siamo in cammino. E loro, poveretti, danno la vita, ma la danno – come abbiamo sentito la situazione nel Pakistan – per amore a Gesù, testimoniando Gesù. Un cristiano deve sempre avere questo atteggiamento di mitezza, di umiltà, proprio l’atteggiamento che hanno loro, confidando in Gesù, affidandosi a Gesù. Bisogna precisare che tante volte questi conflitti non hanno un’origine religiosa; spesso ci sono altre cause, di tipo sociale e politico, e purtroppo le appartenenze religiose vengono utilizzate come benzina sul fuoco. Un cristiano deve saper sempre rispondere al male con il bene, anche se spesso è difficile. Noi cerchiamo di far sentire loro, a questi fratelli e sorelle, che siamo profondamente uniti – profondamente uniti! – alla loro situazione, che noi sappiamo che sono cristiani “entrati nella pazienza”. Quando Gesù va incontro alla Passione, entra nella pazienza. Loro sono entrati nella pazienza: farlo sapere a loro, ma anche farlo sapere al Signore. Vi pongo la domanda: pregate per questi fratelli e queste sorelle? Voi pregate per loro? Nella preghiera di tutti i giorni? Io non chiederò ora che alzi la mano colui che prega: no. Non lo chiederò, adesso. Ma pensatelo bene. Nella preghiera di tutti i giorni diciamo a Gesù: “Signore, guarda questo fratello, guarda a questa sorella che soffre tanto, che soffre tanto!”. Loro fanno l’esperienza del limite, proprio del limite tra la vita e la morte. E anche per noi: questa esperienza deve portarci a promuovere la libertà religiosa per tutti, per tutti! Ogni uomo e ogni donna devono essere liberi nella propria confessione religiosa, qualsiasi essa sia. Perché? Perché quell’uomo e quella donna sono figli di Dio.</p>
<p>E così, credo di avere detto qualcosa sulle vostre domande; mi scuso se sono stato troppo lungo. Grazie tante! Grazie a voi, e non dimenticate: niente di una Chiesa chiusa, ma una Chiesa che va fuori, che va alle periferie dell’esistenza. Che il Signore ci guidi laggiù. Grazie.</p>
<p>© Copyright 2013 &#8211; Libreria Editrice Vaticana</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8576/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8576&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/19/testo-integrale-con-le-risposte-di-papa-francesco-durante-la-veglia-di-pentecoste-dedicata-ai-movimenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/papasanpietror.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">PAPA: BASTA TRATTA PERSONE, MAGGIORE SCHIAVITU&#039; 21/O SECOLO</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>PAPA FRANCESCO: Omelia Pentecoste 19 maggio 2013</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/19/papa-francesco-omelia-pentecoste-19-maggio-2013/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/19/papa-francesco-omelia-pentecoste-19-maggio-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 17:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[PAPA FRANCESCO]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8580</guid>
		<description><![CDATA[Cari fratelli e sorelle, in questo giorno noi contempliamo e riviviamo nella liturgia l’effusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo intero.... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/19/papa-francesco-omelia-pentecoste-19-maggio-2013/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8580&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>in questo giorno noi contempliamo e riviviamo nella liturgia l’effusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo intero.</p>
<p>Ma che cosa avvenne in quel giorno così lontano da noi, eppure così vicino da raggiungere l’intimo del nostro cuore? San Luca ci offre la risposta nel brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato (2,1-11). L’evangelista ci riporta a Gerusalemme, al piano superiore della casa nella quale sono riuniti gli Apostoli. Il primo elemento che attira la nostra attenzione è il fragore che improvviso viene dal cielo, «quasi un vento che si abbatte impetuoso» e riempie la casa; poi le «lingue come di fuoco» che si dividevano e si posavano su ciascuno degli Apostoli. Fragore e lingue infuocate sono segni precisi e concreti che toccano gli Apostoli, non solo esteriormente, ma anche nel loro intimo: nella mente e nel cuore. La conseguenza è che «tutti furono colmati di Spirito Santo», il quale sprigiona il suo dinamismo irresistibile, con esiti sorprendenti: «Cominciarono a parlare in altre lingue nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi». Si apre allora davanti a noi un quadro del tutto inatteso: una grande folla si raduna ed è piena di meraviglia perché ciascuno sente parlare gli Apostoli nella propria lingua. Tutti fanno un’esperienza nuova, mai accaduta prima: «Li udiamo parlare nelle nostre lingue». E di che cosa parlano? «Delle grandi opere di Dio».</p>
<p>Alla luce di questo brano degli Atti, vorrei riflettere su tre parole legate all’azione dello Spirito: novità, armonia, missione.</p>
<p>1. La novità ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti. E questo avviene anche con Dio. Spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma, in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novità &#8211; Dio porta sempre novità -, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui: Noè costruisce un’arca deriso da tutti e si salva; Abramo lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mosè affronta la potenza del faraone e guida il popolo verso la libertà; gli Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per annunciare il Vangelo. Non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo aperti alle &#8220;sorprese di Dio&#8221;? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza? Ci farà bene farci queste domande durante tutta la giornata.</p>
<p>2. Un secondo pensiero: lo Spirito Santo, apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei carismi, dei doni; ma tutto questo invece, sotto la sua azione, è una grande ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità, ma ricondurre il tutto all’armonia. Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo. Uno dei Padri della Chiesa ha un’espressione che mi piace tanto: lo Spirito Santo &#8220;ipse harmonia est&#8221;. Lui è proprio l’armonia. Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa. Il camminare insieme nella Chiesa, guidati dai Pastori, che hanno uno speciale carisma e ministero, è segno dell’azione dello Spirito Santo; l’ecclesialità è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento. E’ la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono tanto pericolosi! Quando ci si avventura andando oltre (proagon) la dottrina e la Comunità ecclesiale &#8211; dice l’apostolo Giovanni nella sua Seconda Lettera &#8211; e non si rimane in esse, non si è uniti al Dio di Gesù Cristo (cfr 2Gv 1, 9). Chiediamoci allora: sono aperto all’armonia dello Spirito Santo, superando ogni esclusivismo? Mi faccio guidare da Lui vivendo nella Chiesa e con la Chiesa?</p>
<p>3. L’ultimo punto. I teologi antichi dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo. Lo Spirito Santo è l’anima della missione. Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila anni fa non è un fatto lontano da noi, è un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga. Lo Spirito Santo è il dono per eccellenza di Cristo risorto ai suoi Apostoli, ma Egli vuole che giunga a tutti. Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, dice: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16). E’ lo Spirito Paràclito, il «Consolatore», che dà il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere l’orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo. Chiediamoci se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione. Ricordiamo oggi queste tre parole: novità, armonia, missione.</p>
<p>La liturgia di oggi è una grande preghiera che la Chiesa con Gesù eleva al Padre, perché rinnovi l’effusione dello Spirito Santo. Ciascuno di noi, ogni gruppo, ogni movimento, nell’armonia della Chiesa, si rivolga al Padre per chiedere questo dono. Anche oggi, come al suo nascere, insieme con Maria la Chiesa invoca: «Veni Sancte Spiritus! &#8211; Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!». Amen.</p>
<p>[00704-01.01] [Testo originale: Italiano]</p>
<p>REGINA COELI:<br />
Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>sta per concludersi questa festa della fede, iniziata ieri con la Veglia e culminata stamani nell’Eucaristia. Una rinnovata Pentecoste che ha trasformato Piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto. Abbiamo rivissuto l’esperienza della Chiesa nascente, concorde in preghiera con Maria, la Madre di Gesù (cfr At 1,14). Anche noi, nella varietà dei carismi, abbiamo sperimentato la bellezza dell’unità, di essere una cosa sola. E questo è opera dello Spirito Santo, che crea sempre nuovamente l’unità nella Chiesa.</p>
<p>Vorrei ringraziare tutti i Movimenti, le Associazioni, le Comunità, le Aggregazioni ecclesiali. Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa! Questo siete voi! Ringrazio, in modo particolare, tutti voi che siete venuti da Roma e da tante parti del mondo. Portate sempre la forza del Vangelo! Non abbiate paura! Abbiate sempre la gioia e la passione per la comunione nella Chiesa! Il Signore risorto sia sempre con voi e la Madonna vi protegga!</p>
<p>Ricordiamo nella preghiera le popolazioni dell’Emilia Romagna che il 20 maggio dell’anno scorso furono colpite dal terremoto. Prego anche per la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.</p>
<p>Recita del Regina Caeli</p>
<p>Fratelli e sorelle, grazie tante per il vostro amore alla Chiesa! Buona domenica, buona festa e buon pranzo!</p>
<p>[00705-01.01] [Testo originale: Italiano]</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8580/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8580&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/19/papa-francesco-omelia-pentecoste-19-maggio-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>DON JULIAN CARRON: Come mendicanti della fede</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/19/don-julian-carron-come-mendicanti-della-fede/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/19/don-julian-carron-come-mendicanti-della-fede/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 17:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[COMUNIONE E LIBERAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DON JULIAN CARRON]]></category>
		<category><![CDATA[CARRON]]></category>
		<category><![CDATA[INCONTRO CON I MOVIMENTI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8585</guid>
		<description><![CDATA[Come mendicanti della fede di Julián Carrón* 17/05/2013 &#8211; L&#8217;articolo del presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione in occasione dell’incontro di Papa Francesco con i movimenti ecclesiali di sabato 18 maggio 2013 (da &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;) Il 18 maggio il... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/19/don-julian-carron-come-mendicanti-della-fede/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8585&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come mendicanti della fede</p>
<p>di Julián Carrón*</p>
<p>17/05/2013 &#8211; L&#8217;articolo del presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione in occasione dell’incontro di Papa Francesco con i movimenti ecclesiali di sabato 18 maggio 2013 (da &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;)</p>
<p>Il 18 maggio il Papa convoca tutti i movimenti e le nuove comunità per un grande gesto di preghiera, per invocare dallo Spirito di Cristo il dono della Sua presenza che colma il nostro bisogno sconfinato. Noi siamo un movimento e vogliamo essere parte di questa Chiesa radunata da Papa Francesco.</p>
<p>Cosa significa questa chiamata per ciascuno di noi? È un’occasione bellissima e preziosa per dire di nuovo che il Papa è importante per noi, perché è il punto storico che Cristo ci ha dato, sul quale il male e la confusione non prevarranno. Per questo andiamo da lui come mendicanti, per essere sostenuti e confermati nella fede.</p>
<p>Perché il pellegrinaggio non sia un gesto formale, o semplicemente “pio” e “devoto”, dobbiamo comprenderne l’implicazione esistenziale. Vedendo che la confusione domina ovunque intorno a noi, domandiamoci: perché in noi non vince la confusione? La ragione non è legata al fatto di essere più bravi o più intelligenti o più coerenti degli altri; non è per questo che noi non siamo confusi, ma perché ci troviamo in continuazione davanti a un Fatto irriducibile che ci libera costantemente dal disorientamento generale.</p>
<p>Noi andiamo dal Papa nell’Anno della fede, e proprio questa circostanza ci dice qual è il discriminante della fede cattolica: l’esistenza di un punto storico, oggettivo, non prodotto dalla nostra immaginazione, un punto reale che ci salva dal festival delle interpretazioni, e quindi dalla confusione. Come ripeteva don Giussani, senza questo punto storico non c’è una esperienza cattolica: «Il Cristianesimo è l’annuncio di un Fatto, un Fatto buono per l’uomo, un Evangelo: Cristo nato, morto, risorto. Non è una definizione astratta, un pensiero interpretabile. La Parola di Dio &#8211; il Verbo &#8211; è un fatto accaduto nel seno di una donna, è diventato bambino, è diventato un uomo che ha parlato sulle piazze, ha mangiato e bevuto a mensa con gli altri, è stato condannato a morte ed ucciso. Il volto di quell’uomo è oggi l’insieme dei credenti, che ne sono il segno nel mondo, o &#8211; come dice san Paolo &#8211; ne sono il Corpo, Corpo misterioso, chiamato anche “popolo di Dio”, guidato come garanzia da una persona viva, il Vescovo di Roma» (Luigi Giussani, Il senso di Dio e l’uomo moderno).</p>
<p>Andare a Roma è per ciascuno di noi l’occasione per riscoprire la portata di questo Fatto irriducibile e il nostro legame con Papa Francesco. Possiamo vivere questo gesto formalisticamente, e allora incomincia a vincere in noi l’aridità, il deserto; oppure possiamo viverlo implicati nella realtà a partire da questa presenza irriducibile, e allora comincia a vincere l’interesse, la curiosità, la sorpresa; solo questo fa la differenza.</p>
<p>Fin dall’inizio del suo pontificato, Papa Francesco ci ha invitato a riconoscere la ragione profonda per la quale siamo stati scelti col battesimo e per la quale abbiamo incontrato un carisma, invitando ad «aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie, (…) dei movimenti, delle associazioni, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede, (…) sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione» (Udienza generale, 27 marzo).</p>
<p>È così sterminato il bisogno del cuore dell’uomo di oggi che solo una risposta altrettanto sconfinata può essere all’altezza della situazione: «La verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Questo annuncio resta valido oggi come lo fu all’inizio del cristianesimo» (Udienza ai cardinali, 15 marzo 2013).</p>
<p>Il Papa ci spinge costantemente a vivere la fede come testimonianza: «Non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza concreta della vita». Ma ci avverte che questo è possibile solo «se riconosciamo Gesù Cristo, perché è Lui che ci ha chiamati, ci ha invitati a percorrere la sua strada, ci ha scelti. Annunciare e testimoniare è possibile solo se siamo vicini a Lui, proprio come Pietro, Giovanni e gli altri discepoli» (Omelia nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, 14 aprile 2013).</p>
<p>Mi stupisce come non ci sia giorno in cui Papa Francesco non ci solleciti a vivere come Gesù: «Essere cristiani non si riduce a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Cristo, pensare come Lui, agire come Lui, amare come Lui; è lasciare che Lui prenda possesso della nostra vita e la cambi, la trasformi, la liberi dalle tenebre del male e del peccato» (Udienza generale, 10 aprile 2013).<br />
Andare a Roma è per mendicare lo Spirito di Cristo, così che possiamo ammettere con semplicità di cuore: «Tutto per me Tu fosti e sei» (Ada Negri); non solo: «Fosti», come una reliquia del passato, ma: «Sei», qui ed ora, come una Presenza che ci trascina in un vortice di vita.</p>
<p>*presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8585/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8585/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8585&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/19/don-julian-carron-come-mendicanti-della-fede/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il Papa: chiacchiere distruttive nella Chiesa, disinformazione, diffamazione e calunnia sono peccato</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/18/il-papa-chiacchiere-distruttive-nella-chiesa-disinformazione-diffamazione-e-calunnia-sono-peccato/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/18/il-papa-chiacchiere-distruttive-nella-chiesa-disinformazione-diffamazione-e-calunnia-sono-peccato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 17:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[PAPA FRANCESCO]]></category>
		<category><![CDATA[Calunnie]]></category>
		<category><![CDATA[chiacchiere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8577</guid>
		<description><![CDATA[Il cristiano deve vincere la tentazione di “mischiarsi nella vita degli altri”: è l’esortazione di Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha inoltre sottolineato che chiacchiere e invidie fanno tanto male alla comunità cristiana... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/18/il-papa-chiacchiere-distruttive-nella-chiesa-disinformazione-diffamazione-e-calunnia-sono-peccato/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8577&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cristiano deve vincere la tentazione di “mischiarsi nella vita degli altri”: è l’esortazione di Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha inoltre sottolineato che chiacchiere e invidie fanno tanto male alla comunità cristiana e che non si può “dire soltanto la metà che ci conviene”. Alla Messa, concelebrata con don Daniel Grech del Vicariato di Roma, hanno preso parte un gruppo di studenti della Lateranense, guidati dal rettore mons. Enrico Dal Covolo; Kiko Argüello, Carmen Hernández e Mario Pezzi del Cammino Neocatecumenale; Roberto Fontolan e Emilia Guarnieri di Comunione e Liberazione. Il servizio di Alessandro Gisotti: </p>
<p>“A te che importa?” Papa Francesco ha svolto la sua omelia partendo da questa domanda rivolta da Gesù a Pietro che si era immischiato nella vita di un altro, nella vita del discepolo Giovanni, “quello che Gesù amava”. Pietro, ha sottolineato, aveva “un dialogo d’amore” con il Signore, ma poi il dialogo “è deviato su un altro binario” e soffre anche lui una tentazione: “Mischiarsi nella vita degli altri”. Come si dice “volgarmente”, ha osservato il Papa, Pietro fa il “ficcanaso”. E si è dunque soffermato su due modalità di questo mischiarsi nella vita altrui. Innanzitutto, “la comparazione”, il “compararsi con gli altri”. Quando c’è questa comparazione, ha detto, “finiamo nell’amarezza e anche nell’invidia, ma l’invidia arrugginisce la comunità cristiana”, le “fa tanto male”, il “diavolo vuole quello”. La seconda modalità di questa tentazione, ha soggiunto, sono le chiacchiere. Si comincia con “modalità tanto educate”, ma poi finiamo “spellando il prossimo”:</p>
<p>“Quanto si chiacchiera nella Chiesa! Quanto chiacchieriamo noi cristiani! La chiacchiera è proprio spellarsi eh? Farsi male ll&#8217;uno l’altro. Come se volesse diminuire l’altro,no? Invece di crescere io, faccio che l’altro sia più basso e mi sento grande. Quello non va! Sembra bello chiacchierare… Non so perché, ma sembra bello. Come le caramelle di miele, no? Tu ne prendi una &#8211; Ah, che bello! -e poi un&#8217;altra, un&#8217;altra, un&#8217;altra e alla fine ti viene il mal di pancia. E perché? La chiacchiera è cosi: è dolce all’inizio e poi ti rovina, ti rovina l’anima! Le chiacchiere sono distruttive nella Chiesa, sono distruttive… E’ un po’ lo spirito di Caino: ammazzare il fratello, con la lingua; ammazzare il fratello!”.</p>
<p>Su questa strada, ha detto, “diventiamo cristiani di buone maniere e cattive abitudini!”. Ma come si presenta la chiacchiera? Normalmente, ha osservato Papa Francesco, “facciamo tre cose”:</p>
<p>“Facciamo la disinformazione: dire soltanto la metà che ci conviene e non l’altra metà; l’altra metà non la diciamo perché non è conveniente per noi. Alcuni sorridono… ma è vero quello o no? Hai visto che cosa? E passa. Secondo è la diffamazione: quando una persona davvero ha un difetto, ne ha fatta una grossa, raccontarla, &#8216;fare il giornalista&#8217;… E la fama di questa persona è rovinata! E la terza è la calunnia: dire cose che non sono vere. Quello è proprio ammazzare il fratello! Tutti e tre &#8211; disinformazione, diffamazione e calunnia &#8211; sono peccato! Questo è peccato! Questo è dare uno schiaffo a Gesù nella persona dei suoi figli, dei suoi fratelli”.</p>
<p>Ecco perché Gesù fa con noi come aveva fatto con Pietro quando lo riprende: “A te che importa? Tu segui me!” Il Signore davvero ci “segnala la strada”:</p>
<p>“‘Le chiacchiere non ti faranno bene, perché ti porteranno proprio a questo spirito di distruzione nella Chiesa. Segui me!’. E’ bella questa parola di Gesù, è tanto chiara, è tanto amorosa per noi. Come se dicesse: ‘Non fate fantasie, credendo che la salvezza è nella comparazione con gli altri o nelle chiacchiere. La salvezza è andare dietro di me’. Seguire Gesù! Chiediamo oggi al Signore Gesù che ci dia questa grazia di non immischiarci mai nella vita degli altri, di non diventare cristiani di buone maniere e cattive abitudini, di seguire Gesù, di andare dietro Gesù, sulla sua strada. E questo basta!”.</p>
<p>Durante l’omelia, Papa Francesco ha anche rammentato un episodio della vita di Santa Teresina che si chiedeva perché Gesù dava tanto a uno e poco a un altro. La sorella più grande, allora, prese un ditale e un bicchiere e li riempì di acqua e poi chiese a Teresina quali dei due fosse più pieno. “Ma tutti e due sono pieni”, rispose la futura Santa. Gesù, ha detto il Papa, fa “così con noi”, “non gli interessa se tu sei grande, sei piccolo”. Gli interessa “se tu sei pieno dell’amore di Gesù”.</p>
<p>Testo proveniente dalla pagina <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/18/il_papa:_chiacchiere_distruttive_nella_chiesa,_disinformazione/it1-693244" rel="nofollow">http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/18/il_papa:_chiacchiere_distruttive_nella_chiesa,_disinformazione/it1-693244</a><br />
del sito Radio Vaticana </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8577/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8577&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/18/il-papa-chiacchiere-distruttive-nella-chiesa-disinformazione-diffamazione-e-calunnia-sono-peccato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>TESTIMONIANZA DI MIRJANA, Medjugorje 1 maggio 2013</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/17/testimonianza-di-mirjana-medjugorje-1-maggio-2013/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/17/testimonianza-di-mirjana-medjugorje-1-maggio-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 19:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[CHIESA]]></category>
		<category><![CDATA[cuore immacolato di maria]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANNI PAOLO II]]></category>
		<category><![CDATA[mirjana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8563</guid>
		<description><![CDATA[http://www.radiomaria.it/ExtendedArchive/Download.aspx?Id=8900&#038;modId=177 TESTIMONIANZA DI MIRJANA &#8211; 1° MAGGIO 2013 [Radiomaria: Abbiamo trascritto una parte di questa testimonianza in cui Mirjana parla dei sacerdoti come di un ponte per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria; dei segreti e del suo incontro... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/17/testimonianza-di-mirjana-medjugorje-1-maggio-2013/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8563&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiomaria.it/ExtendedArchive/Download.aspx?Id=8900&#038;modId=177" rel="nofollow">http://www.radiomaria.it/ExtendedArchive/Download.aspx?Id=8900&#038;modId=177</a></p>
<p>TESTIMONIANZA DI MIRJANA &#8211; 1° MAGGIO 2013 <img src="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/image1.jpg?w=700" alt="image"   class="alignleft size-full wp-image-8565" /><br />
[Radiomaria: Abbiamo trascritto una parte di questa testimonianza in cui Mirjana parla dei sacerdoti come di un ponte per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria; dei segreti e del suo incontro con Giovanni Paolo II].<br />
MIRJANA &#8211; Se qualcuno è privilegiato, secondo quello che ho capito io guardando i messaggi del 2 mese, per nostra Madre privilegiati sono i nostri sacerdoti. Lei non dice mai che cosa devono fare loro, ma Lei sempre dice ciò che dobbiamo fare noi per loro. La Madonna dice: “Loro non hanno bisogno del vostro giudizio, delle vostre critiche, hanno bisogno delle vostre preghiere e del vostro amore, perché Dio giudicherà loro come erano come sacerdoti, ma giudicherà voi per il vostro comportamento verso i sacerdoti”. Lei dice: “Se voi, figli miei, perdete rispetto per i sacerdoti, piano piano perdete rispetto per la Chiesa e dopo per il Signore”. Ogni due del mese quando la Madonna ci dà la benedizione, Lei dice: “Io vi do la mia benedizione materna, ma più importante è la benedizione che potete ricevere sulla terra: quella che vi danno i sacerdoti, perché tramite loro mio Figlio vi benedice”. Lei ha detto anche: “Non dimenticate di pregare per i vostri pastori, loro hanno mani benedette da mio Figlio”. Per questo, io vi prego, quando tornate alle vostre parrocchie, fate vedere come deve essere il nostro comportamento con i sacerdoti, fate vedere che siete stati alla scuola della Madonna. Se il vostro parroco non fa come voi pensate che deve fare, non andare in giro a giudicare: prendi il rosario, prega per lui. Quello è il modo di aiutarlo, non con il giudizio; perché in questo mondo nel quale viviamo c’è tanto giudizio, e così poco amore. La Madonna vuole che noi siamo riconosciuti tramite amore e non che tentiamo di fare quello che può fare solo nostro Signore. La Madonna ha detto una volta, quando era molto decisa: “Come vi permettete di giudicare quelli che mio Figlio ha scelto: solo Lui ha diritto di giudicare”.<br />
Mi dispiace che non posso dirvi di più su tutto quello a cui la Madonna ci sta preparando in tutti questi anni, ma vi posso dire una cosa: C’è il tempo che noi viviamo adesso, è il nostro tempo, e c’è il tempo del trionfo del Cuore di Nostra Madre; tra questi due tempi c’è un ponte, e quel ponte sono i nostri sacerdoti. Per questo la Madonna insiste tanto, soprattutto negli ultimi tempi, sulla preghiera per loro, perché quel ponte deve essere molto forte per poterci passare tutti. La Madonna dice: “Con loro trionferò”. Ora, senza i nostri sacerdoti, non c’è trionfo del Cuore di Nostra Madre.<br />
Domanda a Mirjana sul perché conosceremo i segreti tre giorni prima.<br />
MIRJANA – Subito i segreti. I segreti sono segreti, e io penso che noi non siamo quelli che teniamo [probabilmente nel senso di “custodiamo”] i segreti. Io penso che Dio è quello che tiene i segreti. Prendo me come esempio. Gli ultimi medici che mi hanno esaminato, mi hanno ipnotizzato; e, sotto ipnosi, mi hanno fatto ritornare al tempo delle prime apparizioni nella macchina della verità. Questa storia è molto lunga. Per accorciare: quando ero nella macchina della verità potevano sapere tutto quello che volevano, ma sui segreti niente. Per questo io penso che Dio è quello che tiene i segreti. Il significato dei tre giorni prima si capirà quando Dio lo dirà. Ma io vi voglio dire una cosa: non credete a quelli che vi vogliono spaventare, perché una Mamma non è venuta sulla terra per distruggere i suoi figli, la Madonna è venuta sulla terra per salvare i suoi figli. Come può il Cuore di nostra Madre trionfare se i figli sono distrutti? Per questo la vera fede non è la fede che viene dalla paura; vera fede è quella che viene dall’amore. Per questo come sorella vi consiglio: mettetevi nelle mani della Madonna, e non preoccupatevi per niente, perché Mamma penserà a tutto.<br />
Domanda: Ci puoi dire qualcosa del tuo incontro con Giovanni Paolo II?<br />
MIRJANA – Quello è stato un incontro che io non dimenticherò mai nella mia vita. Sono stata a San Pietro con un sacerdote italiano insieme agli altri pellegrini. E il nostro Papa, santo Papa, passava e dava benedizione a tutti, e così anche a me, e stava andando via. Quel sacerdote lo ha chiamato, dicendogli: “Santo Padre, questa è Mirjana di Medjugorje”. E Lui è tornato di nuovo indietro e mi ha dato di nuovo la benedizione. Così ho detto al sacerdote: “Non c’è niente da fare, Lui pensa che ho bisogno di doppia benedizione”. Dopo, nel pomeriggio, abbiamo ricevuto una lettera con un invito a recarci l’indomani a Castel Gandolfo. La mattina dopo ci siamo incontrati: eravamo soli e in mezzo ad altre cose il nostro papa mi ha detto: “Se io non fossi Papa, già sarei venuto a Medjugorje. So tutto, seguo tutto. Proteggete Medjugorje perché è speranza per tutto il mondo; e chiedi ai pellegrini di pregare per le mie intenzioni”. E, quando il Papa è morto, dopo qualche mese è venuto qua un amico del Papa che ha voluto rimanere in incognito. Ha portato le scarpe del Papa, e mi ha detto: “Il Papa aveva sempre tanto desiderio di venire a Medjugorje. E io scherzando gli dicevo: Se tu non vai, porto le tue scarpe, così, in modo simbolico, camminerai anche tu su quella terra a cui vuoi bene così tanto. Così ho dovuto mantenere la promessa: ho portato le scarpe del Papa”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8563/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8563&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/17/testimonianza-di-mirjana-medjugorje-1-maggio-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/image1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">image</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Referendum scuole Bologna. Merola (Pd): «La sinistra anti paritarie vuole un modello che non esiste nemmeno a Cuba»</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/17/referendum-scuole-bologna-merola-pd-la-sinistra-anti-paritarie-vuole-un-modello-che-non-esiste-nemmeno-a-cuba/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/17/referendum-scuole-bologna-merola-pd-la-sinistra-anti-paritarie-vuole-un-modello-che-non-esiste-nemmeno-a-cuba/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 18:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BOLOGNA]]></category>
		<category><![CDATA[Merola]]></category>
		<category><![CDATA[radio tau]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum paritarie]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole bologna]]></category>
		<category><![CDATA[scuole paritarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8568</guid>
		<description><![CDATA[Tempi Maggio 17, 2013 «Ma che idea di sinistra è quella che in nome di un principio astratto divide la gente, introduce rancore e un’idea di servizio pubblico che non c’è neanche più a Cuba?» Tra una settimana a Bologna... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/17/referendum-scuole-bologna-merola-pd-la-sinistra-anti-paritarie-vuole-un-modello-che-non-esiste-nemmeno-a-cuba/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8568&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/image2.jpg?w=700" alt="image"   class="alignleft size-full wp-image-8570" />Tempi Maggio 17, 2013<br />
«Ma che idea di sinistra è quella che in nome di un principio astratto divide la gente, introduce rancore e un’idea di servizio pubblico che non c’è neanche più a Cuba?»<br />
Tra una settimana a Bologna si vota per il referendum sulle paritarie, e il sindaco Virginio Merola (Pd), che già in un’intervista al Corriere aveva usato parole molto esplicite, così come in una lettera ai suoi cittadini, è tornato sul tema, definendo la campagna dei referendari anti-paritarie «il trionfo della demagogia e della disinformazione».<br />
Parlando a Radio Tau, il primo cittadino ha detto: «Se qualcuno vuol fare una nuova sinistra, se la faccia. Ma non prenda come laboratorio Bologna per le proprie sperimentazioni inutili. Non permetto che questa città faccia da cavia agli esperimenti di persone che molto spesso non sono riusciti ad entrare in Parlamento con le proprie proposte politico».<br />
SOLO RANCORE. Per Merola, il comitato che invita a votare A (sostenuto da Sel e grillini) è antistorico, propugna idee frutto solo di pregiudizi: «Servizio pubblico in tutta Europa non è statalismo. Ma che idea di sinistra è quella che in nome di un principio astratto divide la gente, introduce rancore e un’idea di servizio pubblico che non c’è neanche più a Cuba? La soluzione A ha già spaccato la città. Una comunità è fatta di idee diverse, e una sinistra che pensa che le idee diverse non vanno bene mi preoccupa, non è la mia sinistra». Questa è una sinistra che  confonde sussidiarietà con privatizzazione, una sinistra che ha «problema epocale di cultura».<br />
Bologna, i numeri della scuola</p>
<p>   Visita la gallery<br />
ULTERIORE DIVISIONE. Il sindaco vorrebbe «tenere fuori Bologna da una discussione che con Bologna non c’entra nulla. La città è in crisi, ci sono molti problemi di bilancio, ci sono persone in cassa integrazione, ci sono aziende che chiudono. Non avevamo bisogno di questa ulteriore divisione. Sto reagendo come sindaco che rappresenta tutta la città e chiedo a tutti di rispettare il dibattito cittadino senza metterci in mezzo questioni che non c’entrano nulla».<br />
SE VINCE LA “A”. E se vincesse la A, cioè chi vuole togliere i fondi alle paritarie? «Anche qui c’è una disinformazione grave – ha risposto il sindaco -. È un referendum consultivo senza quorum, viene presentato come un referendum abrogativo o decisionale. Addirittura dicono che da Bologna partirà la grande riscossa della scuola pubblica in tutto il Paese. Non sta in piedi, è il Consiglio comunale ed è la giunta che dopo tre mesi si pronuncia sull’orientamento uscito dal referendum, ma non è vincolante per le decisioni del Consiglio e dell’amministrazione comunale».<br />
«Non si capisce perché un sindaco – ha concluso – dovrebbe dire ai bambini che vanno alle scuole paritarie e ai loro genitori “arrangiatevi”. Io credo che un sindaco debba avere a cuore tutti i bambini in qualsiasi scuola vadano e porre condizioni per dare questi finanziamenti, ciò che facciamo dal 1995».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8568/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8568&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/17/referendum-scuole-bologna-merola-pd-la-sinistra-anti-paritarie-vuole-un-modello-che-non-esiste-nemmeno-a-cuba/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/image2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">image</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Chi è Paul Bhatti, il medico pakistano che difende i cristiani e che parlerà alla Giornata dei Movimenti</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/17/chi-e-paul-bhatti-il-medico-pakistano-che-difende-i-cristiani-e-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/17/chi-e-paul-bhatti-il-medico-pakistano-che-difende-i-cristiani-e-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 17:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[martiri cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[BHATTI]]></category>
		<category><![CDATA[pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Bhatti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8572</guid>
		<description><![CDATA[Tempi Maggio 17, 2013 Rodolfo Casadei Paul è fratello di Shahbaz Bhatti, il politico cattolico ucciso dagli estremisti islamici nel marzo del 2011 a Islamabad per la sua azione in difesa delle minoranze religiose pakistane Paul Bhatti, 53enne ministro dell’Armonia... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/17/chi-e-paul-bhatti-il-medico-pakistano-che-difende-i-cristiani-e-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8572&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
Tempi Maggio 17, 2013 Rodolfo Casadei<br />
Paul è fratello di Shahbaz Bhatti, il politico cattolico ucciso dagli estremisti islamici nel marzo del 2011 a Islamabad per la sua azione in difesa delle minoranze religiose pakistane<br />
Paul Bhatti, 53enne ministro dell’Armonia nazionale e degli Affari delle minoranze nel governo guidato dal Partito popolare del Pakistan fino al marzo scorso, è il fratello maggiore di Shahbaz Bhatti, il politico e ministro cristiano cattolico ucciso dagli estremisti islamici nel marzo del 2011 a Islamabad per la sua azione in difesa delle minoranze religiose pakistane. Paul, che faceva il medico in Italia e aveva pensato molte volte a intraprendere la carriera politica nel suo paese di origine ma non si era mai deciso, ha preso il posto di Shahbaz poco dopo la sua morte, venendo nominato per volontà del presidente Asif Ali Zardari consigliere per gli Affari delle minoranze nel governo del primo ministro Yousaf Raza Gillani.<br />
IN DIFESA DEI CRISTIANI. Poi quando a metà del 2012 il posto di Gillani veniva preso da Raja Pervaiz Ashraf, altro esponente del Partito popolare del Pakistan, Paul era stato promosso ministro dell’Armonia nazionale. Nei suoi due anni di azione governativa, Paul Bhatti si è occupato della difesa dei cristiani e di appartenenti a religioni diverse dall’islam sunnita accusati in base alla legge sulla blasfemia, che prevede anche la pena di morte per offese alla religione islamica. In particolare si è impegnato nella difesa di Rimsha Masih, una ragazza cristiana analfabeta e disabile mentale di età imprecisata (fra gli 11 e i 16 anni) accusata di aver dissacrato pagine del Corano. Arrestata nell’agosto 2012, è stata prosciolta dalle accuse nel novembre dello stesso anno, mentre veniva arrestato uno dei suoi accusatori.<br />
KUSHPUR. Tutti i fratelli e le sorelle Bhatti sono nati a Kushpur, un villaggio di 5 mila abitanti a metà strada fra Faisalabad e Lahore, interamente cristiano, fondato da missionari cappuccini belgi all’inizio del Novecento su un vasto territorio forestale da loro acquistato per raccogliere le famiglie cristiane disperse nel mare islamico circostante. Kushpur, che in lingua punjabi significa “il villaggio della felicità”, è diventato negli anni un villaggio modello: pulito, pacifico, dotato di scuole frequentate da maschi e femmine nella stessa proporzione, organizzato in cooperative per lo scavo dei pozzi, la canalizzazione dell’acqua, l’acquisto di trattori e mietitrebbia, la commercializzazione dei prodotti agricoli. I suoi abitanti cristiani, inizialmente poveri e paria della società, oggi sono mediamente più benestanti e più istruiti degli abitanti dei villaggi musulmani della stessa zona. Ha scritto padre Piero Gheddo, che visitò il villaggio nel 1982: «Il parroco locale mi diceva: “La fama che hanno i nostri cristiani presso i musulmani è di essere gente di cui ci si può fidare perché sono onesti. A Kushpur siamo riusciti a creare un certo benessere diffuso, per la media pakistana, ma negli altri villaggi ci sono casi di vera miseria e molti altri di pura sopravvivenza”». A causa della vittoria della Lega dei musulmani capeggiata da Nawaz Sharif nelle recenti elezioni politiche, Paul Bhatti non sarà confermato ministro per le Minoranze.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8572/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8572/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8572&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/17/chi-e-paul-bhatti-il-medico-pakistano-che-difende-i-cristiani-e-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>«Per credere non devi rinnegare nulla di te stesso». Chi è John Waters, che parlerà alla Giornata dei Movimenti</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/17/per-credere-non-devi-rinnegare-nulla-di-te-stesso-chi-e-john-waters-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/17/per-credere-non-devi-rinnegare-nulla-di-te-stesso-chi-e-john-waters-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNIONE E LIBERAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PAPA FRANCESCO]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata dei movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[JOHN WATERS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8574</guid>
		<description><![CDATA[Tempi Maggio 17, 2013 Emmanuele Michela Domani John Waters racconterà la sua esperienza davanti a papa Francesco: dalla ribellione giovanile all’alcolismo. Fino all’incontro con Dio “Il mio viaggio dalla fede alla non-fede. E ritorno”. Parafrasando dall’inglese il sottotitolo di uno... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/17/per-credere-non-devi-rinnegare-nulla-di-te-stesso-chi-e-john-waters-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8574&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
Tempi Maggio 17, 2013 Emmanuele Michela<br />
Domani John Waters racconterà la sua esperienza davanti a papa Francesco: dalla ribellione giovanile all’alcolismo. Fino all’incontro con Dio<br />
“Il mio viaggio dalla fede alla non-fede. E ritorno”. Parafrasando dall’inglese il sottotitolo di uno dei libri più celebri di John Waters, Lapsed Agnostic, ci si fa un’idea di chi sia il giornalista irlandese che sabato racconterà la sua storia in piazza San Pietro, di fronte a papa Francesco, durante la Giornata dei Movimenti. Waters è nome noto alla carta stampata dell’Isola verde: columnist della testata più famosa del Paese, l’Irish Times, ogni venerdì commenta quello che accade dalle parti di Dublino, in una società ingabbiata da una costante lotta di distruzione delle proprie radici. Ha lavorato per diverse testate in precedenza, occupandosi anche di musica e scrivendo uno dei primi libri dedicato agli U2.<br />
ROCK COME RIBELLIONE. Ma il viaggio di cui si è reso protagonista risale a ben prima dell’inizio della sua carriera giornalistica: erano gli anni in cui l’Irlanda ancora era lontana dalla Celtic Tiger che a fine secolo proiettò il Paese tra una delle economie europee emergenti. Allora la nazione faceva i conti con la povertà, specie lontano dalla capitale: Waters è nato nell’ovest dell’isola, in una delle contee più rurali della Repubblica, il Roscommon, in una famiglia molto cattolica. Il paese era vecchio, anche dal punto di vista demografico, la religione pervadeva tutto con dettami moralistici, le distrazioni della società globale arrivavano in ritardo e alla spicciolata, attraendo però l’interesse evasivo di tanti giovani in rotta con il clima ingessato che si respirava. Per John il cambiamento era il rock’n&#8217;roll: «Rappresentò qualcosa di nuovo e inaspettato, una autentica rivoluzione», racconta lui stesso in un’intervista a Tempi del 2007. Era il fascino delle nuove tendenze, la forza attrattiva di un ideale che cercava seduzioni fresche che rompessero col passato. C’era da scegliere: o la tradizione o una nuova libertà.<br />
L’ALCOL: «LA PARTE CHE MANCAVA DI ME». Ma sono anche gli anni in cui John inizia a bere: era timido a vent’anni, l’alcol lo rendeva più sciolto nei rapporti con la gente. «Era come la parte che mancava di me stesso», spiega durante una testimonianza agli esercizi spirituali degli universitari di Comunione e Liberazione: «Come se quando a mia madre in ospedale hanno dato me, il suo bambino, si fossero dimenticati di darle anche la bottiglia che avrebbe reso completo il “pacchetto”. Quello che è successo a me è che ho frainteso me stesso nella realtà, ho frainteso la mia umanità. La seduzione di quella birra che mi aveva reso compiuto e mi faceva sentire me stesso, mi ha fatto invece sentire così in un modo falso».<br />
IL RITORNO ALLA FEDE. John è diventato dipendente dall’alcol ma dal fondo di quella sofferenza è cominciata la sua risalita: il cammino è stato doloroso, ma negli anni della maturità lo ha portato a reincontrare la fede, fino a ritrovare quella strada persa prima della rottura con la sua tradizione, anche grazie alla scoperta di don Giussani. Era il 2003, e in aeroporto a Dublino gli fu regalata una copia de Il senso religioso. All’inizio non voleva leggerlo, poi lo aprì: «La cosa che mi ha colpito di quel libro», ricorda, «è il modo in cui don Giussani ti fa capire che per credere in Dio non hai bisogno di rinnegare nulla del tuo essere uomo, che ogni particolare della tua vita ha significato e in ultima analisi riconduce proprio a Dio. Un approccio opposto a quello che avevo ricevuto da ragazzo, in cui invece la separazione tra fede e realtà era la regola».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8574/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8574&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/17/per-credere-non-devi-rinnegare-nulla-di-te-stesso-chi-e-john-waters-che-parlera-alla-giornata-dei-movimenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Carron: «Andiamo alla giornata dei movimenti per chiedere che le nostre vite siano rigenerate».</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/16/carron-andiamo-alla-giornata-dei-movimenti-per-chiedere-che-le-nostre-vite-siano-rigenerate/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/16/carron-andiamo-alla-giornata-dei-movimenti-per-chiedere-che-le-nostre-vite-siano-rigenerate/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 21:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[CHIESA]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNIONE E LIBERAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DON JULIAN CARRON]]></category>
		<category><![CDATA[CARRON]]></category>
		<category><![CDATA[JOHN WATERS]]></category>
		<category><![CDATA[PAPA FRANCESCO]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti a roma]]></category>
		<category><![CDATA[Io credo]]></category>
		<category><![CDATA[aumenta in noi la fede]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Batthi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8548</guid>
		<description><![CDATA[tempi maggio 16, 2013 Intervista a Radiovaticana del presidente della fraternità di Cl. «Possiamo veramente disturbare o perturbare l’ambiente in cui siamo, nella misura in cui ci siamo lasciati perturbare dalla potenza di Dio» Tratto da Radiovaticana &#8211; Sabato e... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/16/carron-andiamo-alla-giornata-dei-movimenti-per-chiedere-che-le-nostre-vite-siano-rigenerate/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8548&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/1830.jpg?w=700" alt="1830"   class="alignleft size-full wp-image-8454" /><br />
tempi maggio 16, 2013 </p>
<p>Intervista a Radiovaticana del presidente della fraternità di Cl. «Possiamo veramente disturbare o perturbare l’ambiente in cui siamo, nella misura in cui ci siamo lasciati perturbare dalla potenza di Dio»</p>
<p>Tratto da Radiovaticana &#8211; Sabato e Domenica prossime oltre 120 mila persone sono attese in piazza San Pietro per la Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e aggregazioni laicali. “Io credo, aumenta in noi la fede” è il titolo dell’iniziativa che nasce nell’ambito dell’Anno della Fede e su proposta del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Momenti culminanti la Veglia di Pentecoste, il Sabato, e il giorno successivo la Messa, presiedute da Papa Francesco.<br />
A partecipare all’evento anche Comunione e Liberazione. Con quali sentimenti i membri del movimento si stanno preparando all’incontro? Debora Donnini lo ha chiesto a don Julian Carron, presidente della “Fraternità di Comunione e Liberazione”.<br />
Carron: «Ci stiamo preparando attraverso il desiderio di andare dal Papa per essere sostenuti nella fede in questo anno in cui il tema è proprio la fede».</p>
<p>Nel ’98, c’era stato un momento molto importante, sempre nella Pentecoste, di incontro dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali con Giovanni Paolo II. Ci può essere in qualche modo un legame, un filo conduttore fra questi due momenti?<br />
A me sembra di sì. Nella diversità della loro natura, in fondo, si tratta di un incontro dei movimenti e delle realtà ecclesiali con il Papa. Quest’anno ha la peculiarità di essere nell’Anno della Fede, che è come aggiungere una consapevolezza più acuta di cosa voglia dire per la fede cattolica il legame con Pietro.</p>
<p>papa_luigi_giussaniNella Pentecoste il grande “protagonista” è lo Spirito Santo. C’è, quindi, un legame molto forte tra lo Spirito Santo, i movimenti e le nuove realtà ecclesiali?<br />
Assolutamente sì, perché i movimenti e le realtà ecclesiali sono frutto della potenza dello Spirito. Il carisma è un dono dello Spirito Santo, dato alla Chiesa per il suo rinnovamento costante. Andiamo anche a chiedere allo Spirito Santo che le nostre vite possano essere rigenerate dalla nostra costante caduta umana, normale. Per questo, come in una sorta di pellegrinaggio, andiamo a chiedere questa grazia allo Spirito Santo, insieme a tutte le altre realtà ecclesiali, con il Papa.</p>
<p>Oggi il Papa nella Messa a Santa Marta ha detto che è importante che ci siano cristiani con zelo apostolico, non “cristiani da salotto“, senza il coraggio di dare fastidio alle cose troppe tranquille. Questo per Comunione e Liberazione cosa significa, anche in vista di questo incontro, della Pentecoste, dello Spirito Santo?<br />
Questo significa prima di tutto lasciarci rinnovare dalla potenza dello Spirito, perché noi possiamo portare questa diversità, possiamo veramente disturbare o perturbare l’ambiente in cui siamo, nella misura in cui ci siamo lasciati perturbare dalla potenza di Dio. Per poter rispondere a questo appello di Papa Francesco, dobbiamo noi essere diversi, perché questa creatura nuova, che Cristo è venuto a generare, possa mettere nella realtà questa diversità.</p>
<p><strong>I movimenti da Papa Francesco. Le testimonianze di Paul Batthi e John Waters<br />
</strong><br />
Tempi maggio 15, 2013 Redazione</p>
<p>Sabato e domenica a Roma la giornata dei movimenti. Ecco il programma degli appuntamenti, in cui sono previste due testimonianze molto significative</p>
<p>Primo maggio, udienza generale del Papa in Piazza San PietroQuesta mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione dell’Evento dell’Anno della Fede: “Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali”, in programma sabato 18 e domenica 19 maggio, Solennità di Pentecoste, nel cinquantesimo anniversario dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II. Alla Conferenza Stampa è intervenuto l’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha ricordato che per celebrare in maniera efficace l’Anno della Fede, non poteva mancare l’incontro con le realtà ecclesiali che sono uno dei frutti più evidenti del Concilio.</p>
<p>NUOVA EVANGELIZZAZIONE. «Nell’organizzazione dell’Anno della fede – ha detto l’arcivescovo Fisichella – si è desiderato creare un momento di incontro, di preghiera, di condivisione e di ascolto che permettesse di vivere e riprendere con altrettanta forza e motivazione il cammino della nuova evangelizzazione», con l’obiettivo di portare la gioia del Vangelo ad ogni persona.<br />
Le oltre 120.000 persone che hanno fatto giungere la loro adesione, appartenenti a 150 realtà ecclesiali diverse e provenienti da tutti i continenti, attestano che la cattolicità della Chiesa non conosce confini.</p>
<p>PELLEGRINAGGIO. Con lo slogan “Io credo! Aumenta in noi la fede”, l’incontro inizierà con un pellegrinaggio alla tomba di Pietro a cui seguirà, nel primo pomeriggio, in Piazza San Pietro, il momento di accoglienza e di riflessione con musiche e testimonianze.<br />
La presenza del famoso gruppo “Gen Verde” e di un coro composto di circa 150 persone scelte tra i diversi movimenti animerà le ore del primo pomeriggio fino alle 18:00 quando il Santo Padre Francesco si unirà alla celebrazione con un momento iniziale di preghiera con l’intronizzazione dell’immagine della Vergine Maria Salus Populi Romani.</p>
<p>TESTIMONIANZE. <em>L’incontro proseguirà con due testimonianze molto significative dello scrittore ed editorialista irlandese John Waters e del medico chirurgo pakistano Paul Batthi. Successivamente alcuni rappresentanti dei Movimenti porranno alcune domande al Santo Padre che risponderà spontaneamente.<br />
Fra le persone presenti ci saranno diversi disabili, i genitori di Francesco un giovane morto sotto le macerie della Casa dello Studente nel terremoto dell’Aquila e un consistente gruppo di Parlamentari italiani.</em><br />
L’incontro si concluderà con la celebrazione della Santa Messa presieduta da Papa Francesco, domenica 18 maggio, alle 10:00, in Piazza San Pietro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8548/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8548&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/16/carron-andiamo-alla-giornata-dei-movimenti-per-chiedere-che-le-nostre-vite-siano-rigenerate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lugopress.files.wordpress.com/2013/05/1830.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">1830</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il Papa: l’etica dà fastidio a chi adora il denaro, non condividere i beni con i poveri è derubarli</title>
		<link>http://rosacortesi.com/2013/05/16/il-papa-letica-da-fastidio-a-chi-adora-il-denaro-non-condividere-i-beni-con-i-poveri-e-derubarli/</link>
		<comments>http://rosacortesi.com/2013/05/16/il-papa-letica-da-fastidio-a-chi-adora-il-denaro-non-condividere-i-beni-con-i-poveri-e-derubarli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 21:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lugopress</dc:creator>
				<category><![CDATA[PAPA FRANCESCO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lugopress.wordpress.com/?p=8546</guid>
		<description><![CDATA[I pochi ricchi diventano sempre più ricchi mentre la maggioranza si indebolisce: è la denuncia di Papa Francesco nel discorso agli ambasciatori non residenti presso la Santa Sede, di Kyrgyzstan, Antigua e Barbuda, il Gran Ducato di Lussemburgo e il... <a href="http://rosacortesi.com/2013/05/16/il-papa-letica-da-fastidio-a-chi-adora-il-denaro-non-condividere-i-beni-con-i-poveri-e-derubarli/" class="read-more">Read More &#8250;</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8546&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I pochi ricchi diventano sempre più ricchi mentre la maggioranza si indebolisce: è la denuncia di Papa Francesco nel discorso agli ambasciatori non residenti presso la Santa Sede, di Kyrgyzstan, Antigua e Barbuda, il Gran Ducato di Lussemburgo e il Botswana, incontrati stamane. Papa Francesco denuncia quelle che definisce “le deformità dell’economia e della finanza”. Parla di crisi antropologica all’origine della crisi, di solidarietà e etica dimenticate. Il servizio di Fausta Speranza:RealAudioMP3</p>
<p>L’uomo ridotto a una sola esigenza: il consumo. E’ una delle “deformità” della società attuale denunciate da Papa Francesco:</p>
<p>“L’essere umano è considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo incominciato una cultura dello scarto”.</p>
<p>Ricorda che il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si indebolisce. E denuncia chiaramente: le “ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria”. Denuncia “la corruzione tentacolare”, “l’evasione fiscale egoista”. Denuncia “l’indebitamento e il credito che – afferma – allontanano i Paesi dalla loro economia reale e i cittadini dal loro potere d’acquisto reale”. Papa Francesco parla di “volontà di potenza e di possesso diventata senza limiti&#8221;.</p>
<p>“E’ l’adorazione dell’antico vitello d’oro che ha trovato una nuova e spietata immagine nel feticismo del denaro e nella dittatura dell’economia senza volto, né scopo realmente umano”.</p>
<p>E’ “la negazione del primato dell’uomo”, avverte. “Il denaro deve servire e non governare”, ammonisce. Chiede “un coraggioso cambiamento dei dirigenti politici”, ricordando che mancano la solidarietà e la prospettiva del bene comune:</p>
<p>“Dietro questo atteggiamento si nasconde il rifiuto dell’etica, il rifiuto di Dio. Proprio come la solidarietà, l’etica dà fastidio! È considerata controproducente; come troppo umana, perché relativizza il denaro e il potere; come una minaccia, perché rifiuta la manipolazione e la sottomissione della persona”.</p>
<p>E questo perché – spiega Papa Francesco – manca l’etica:</p>
<p>“Perché l’etica conduce a Dio, il quale si pone al di fuori delle categorie del mercato. Dio è considerato da questi finanzieri, economisti e politici, come non gestibile &#8211; Dio non gestibile! &#8211; addirittura pericoloso perché chiama l’uomo alla sua piena realizzazione e all’indipendenza da ogni genere di schiavitù”.</p>
<p>E Papa Francesco vuole sottolineare: “Il Papa ama tutti, ricchi e poveri; ma il Papa ha il dovere, in nome di Cristo, di ricordare al ricco che deve aiutare il povero, rispettarlo, promuoverlo”. La Chiesa – ribadisce – “lavora sempre per lo sviluppo integrale di ogni persona&#8221;. E aggiunge:</p>
<p>“L’etica – un’etica non ideologica naturalmente – permette, a mio parere, di creare un equilibrio e un ordine sociale più umani. In questo senso, incoraggio gli esperti di finanza e i governanti dei vostri Paesi a considerare le parole di san Giovanni Crisostomo: Non condividere con i poveri i propri beni è derubarli e togliere loro la vita. Non sono i nostri beni che noi possediamo, ma i loro”.</p>
<p>Dunque ancora un incoraggiamento concreto:</p>
<p>“La Chiesa incoraggia i governanti ad essere veramente al servizio del bene comune delle loro popolazioni. Esorta i dirigenti delle realtà finanziarie a prendere in considerazione l’etica e la solidarietà. E perché non potrebbero rivolgersi a Dio per ispirare i propri disegni?”</p>
<p>L’obiettivo &#8211; chiarisce &#8211; è “una nuova mentalità politica ed economica che contribuirà a trasformare la dicotomia assoluta tra la sfera economica e quella sociale in una sana convivenza”.</p>
<p>Testo proveniente dalla pagina <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/16/il_papa:_l%E2%80%99etica_d%C3%A0_fastidio_a_chi_adora_il_denaro,_non_condividere_/it1-692631" rel="nofollow">http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/16/il_papa:_l%E2%80%99etica_d%C3%A0_fastidio_a_chi_adora_il_denaro,_non_condividere_/it1-692631</a><br />
del sito Radio Vaticana</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lugopress.wordpress.com/8546/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lugopress.wordpress.com/8546/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rosacortesi.com&#038;blog=15964605&#038;post=8546&#038;subd=lugopress&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://rosacortesi.com/2013/05/16/il-papa-letica-da-fastidio-a-chi-adora-il-denaro-non-condividere-i-beni-con-i-poveri-e-derubarli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/20b9dec6934af43a325494cdc715669c?s=96&#38;d=http%3A%2F%2Fs0.wp.com%2Fi%2Fmu.gif&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lugopress</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
